PENATI, LARI, MANI e GENIO
In origine la parola Penates designava i viveri di riserva e successivamente il luogo ove venivano custoditi e nello stesso tempo i Geni che li proteggevano e che erano costituiti da una collettività di spiriti tutelari corrispondenti alla varietà dei viveri in riserva. Per questo, inizialmente, i Penati furono venerati insieme a Vesta, dea del fuoco. Per questo motivo la cucina era a loro dedicata. Più tardi quando i vani si duplicarono e la cucina fu separata dalla sala da pranzo (tablinium), i Penati furono situati in una nicchia presso il focolare anche nelle case più ricche e da spiriti protettori del focolare domestico divennero anche spiriti protettori dello Stato, se è vero che lo Stato è costituito da un’associazione di famiglie.
Un altro potente nume che proteggeva il focolare della famiglia romana era il Lare che successivamente venne duplicato. Forse a somiglianza dei Penati pubblici custoditi nel tempio di Velia, i Lari pubblici vennero rappresentati sotto forma di due giovani seduti con un cane ai loro piedi, per esprimere la loro vigilanza sulla città.
I Mani erano gli spiriti degli antenati morti; essi, nei giorni nefasti, uscivano dal mondo ultraterreno per esercitare la loro influenza sui vivi.
Il terzo nume della famiglia era il Genio, che nel culto domestico rappresentava la virtù generativa del capo famiglia. Per il culto domestico, essenzialmente costituito dalle preghiere di propiziazione , di ringraziamento e di scongiuro, il padre di famiglia (pater familias) si serviva di una patera o patella (piatto rotondo) su cui venivano disposte le offerte dinnanzi al focolare, e di una saliera (salinum) per l’esorcismo contro la corruzione degli alimenti.